Verona, precisamente dalla provincia di Verona traggo le mie origini. Non son cresciuta tra lusso, agi e strade appianate. Quando sei bambino e adolescente questo può turbarti perché in quella fascia d’età il confronto, quel confronto materialista che io oggi reputo insensato e che denota superficialità, è quasi scontato.

Quando si cresce, quando si diventa adulti, quando i propri ruoli si ramificano e dal solo essere figli, fratelli e amici si passa ad essere colleghi, fidanzati, genitori, ecco che la visione delle cose cambia. Cambia?

Io mi sono imbattuta in personaggi incredibili nel mio percorso di vita fatto fino a qui. Gente coetanea o anche più grande di me con ruoli di “responsabili” (avrei proprio voluto conoscere chi ha definito quella persona “responsabile”, forse un irresponsabile?) con il compito di insegnare, insegnarmi un ruolo, un approccio, comunicare. Beh, sono la prima a dire che ho dei limiti, ma proprio perché sono consapevole, con cautela mi approccio alle cose, tanto più su campi ignoti.

Trovarsi di fronte a gente arrogante, saccente, sfrontata che abusa del proprio potere, del proprio titolo è all’ordine del giorno. Ascolto e solo dopo aver capito il procedimento vado a ritroso e mi rendo conto che nemmeno chi ti insegna sa delle volte quello che fa. Agisce meccanicamente senza ragionarci e questo lo capisci quando gli fai una domanda che si discosta dalla procedura e li casca il palco.

Questo vissuto mi porta a sviluppare il mio senso critico, a rafforzare la volontà di migliorarmi sempre di più e a dare valore alle mie origini che senza dubbio hanno contribuito a rendermi così, semplicemente umana.